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"Si vive sotto il segno della grazia malinconica, o della malinconia prestigiosa:
secondo l'accento che l'ora od il colore del
cielo o l'iridescente variare dei lumi verdi e grigi posano su questo paesaggio di Borgogna. (...)
dalla vista di queste campagne si passa naturalmente alla sala dell'Abbazia di Pontigny dove,
ogni pomeriggio, una piccola folla di educatori si raduna per
una decade di discussioni sulle sorti e sulle possibilità di un umanesimo moderno. Umanesimo moderno: ricerca dell'uomo a cui il viandante scorto pur ora sulla pianura potrebbe fornire il simbolo dell'uomo in piedi ed in equilibrio tra le attrazioni del "sovrumano" e le servitù dell'"infraumano", come si esprime il programma di questi Entretiens. Non è dir molto, né dir cosa peregrina, ripetere che i francesi hanno la grande arte del conversare. Ma assistere alle creazioni di quest'arte è sempre una meraviglia. Questi Messieurs trattano, con i più nobili e sottili agréments della causerie, tali questioni per cui altri, meno avvertito, vorrebbe per lo meno bandire una roboante accademia. L'europeismo, il culto dell'Occidente diventano qui un fatto compiuto" (...) Giacomo Debenedetti: "Fra i moderni umanisti di Pontigny" in "La Gazzetta del popolo" (14 novembre 1927) Ritorno a: |