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La cultura italiana deve ancora 'scoprire' Giacomo Debenedetti, il critico-scrittore nato a Biella il 25 giugno 1901 e morto a Roma il 20 gennaio 1967. Insofferente nei confronti delle certezze dell'idealismo crociano, dilagante negli anni della sua formazione, ma al contempo di ogni normativa ideologica, Debenedetti affina la sua capacità di "ascolto" trascorrendo con audacia nei diversi territori che lambiscono lo spazio letterario, dalla musica alle scienze alle arti figurative, mettendo a punto un sistema interpretativo assolutamente inedito nel panorama culturale italiano del secolo appena trascorso. Dopo gli esordi nella Torino gobettiana, la attività di Debenedetti si svolge tra Roma (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea nella Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università "La Sapienza" negli anni Cinquanta e Sessanta) e Milano (direttore letterario della casa editrice "Il Saggiatore"). Rosita Tordi Castria |
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Alle frontiere della letteratura
il caso Debenedetti